Il laboratorio di I1EPJ
La scatola di distribuzione 110V e 220V (beh, 115 e 230...)


Si tratta di un vecchio contenitore metallico ereditato da un amico. Poiché è realizzato interamente in ferro ed è quindi di difficile lavorazione (il massimo che si può fare facilmente è qualche foro non troppo grande), è stato adibito a contenere un grosso autotrasformatore surplus 220V-110V, che ora saranno diventati 230V e 115V, un voltmetro da 300Vac e un assortimento di prese cui collegare eventuali apparati in prova, potendoli rapidamente spegnere mediante l'interruttore generale posto su di esso in caso succedesse qualcosa di brutto.

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Parecchi anni dopo il Beppe ha deciso di rimettere mano alla scatola in questione allo scopo di sostituire il voltmetro analogico di recupero presente, che già quando installato manifestava talvolta qualche intoppo meccanico, con un misuratutto cinese acquistato nel frattempo, per quel che vale marcato "KETOTEK 80028 multi-function digital energy monitor" e ne ha approfittato per fare un paio di foto dell'interno della scatola e del frontale durante i lavori (foto 1 e foto 2). Dopo aver osservato l'assorbimento a vuoto dell'autotrasformatore e aver considerato che l'uscita a 115V viene usata raramente, il Beppe ha fatto un foro in più e ha aggiunto un interruttore per interrompere l'alimentazione dell'autotraformatore, in modo da non consumare energia inutilmente e facilitare la misura dell'assorbimento del carico a 230 V senza dover sottrarre il consumo a vuoto dell'autotraformatore. Già che c'era, ha anche inserito le piastrine con le scritte ON/OFF che erano a corredo degli interruttori (foto 3 e foto 4).


L'interno della scatola. Quella specie di ippopotamo color ruggine sulla sinistra è un autotrasformatore surplus 220V-110V da 2,5 kVA, come si legge, con un po' di fantasia, su quanto resta del foglietto identificativo che c'è appiccicato sopra. Come si nota, il corpo del nuovo strumento è molto più piccolo del foro presente e per fissarlo sarà necessario realizzare un pannellino adattatore. Il "coso" cilindrico nero con un filo che lo attraversa è il trasformatore per la misura della corrente.

Il frontale della scatola col nuovo misuratore collegato per prova. Come si nota, infatti, il misuratore in questione non è ancora stato fissato in quanto, per farlo, si rende necessario un adattatore dato che il corpo è più piccolo di quello del precedente, come meglio visibile nella foto 1. Il pannello frontale invece fortunatamente riesce a coprire il foro presente, o meglio, ci riuscirà quando il misuratore sarà fissato con l'adattatore di cui sopra. L'assorbimento indicato è quello a vuoto dell'ippopotamo.

La versione finale della scatola con il misuratutto fissato, le piastrine con le scritte ON/OFF inserite e l'autotraformatore acceso.

La versione finale della scatola con il misuratutto fissato, le piastrine con le scritte ON/OFF inserite e l'autotrasformatore spento.

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